Quanto dura davvero un accumulo, e cosa si esaurisce per primo
Seimila cicli sulla scatola e due anni sul certificato di garanzia sono due promesse che non si incontrano. Quali numeri contare, a quale capacità residua sono misurati, e quale dei tre limiti scade per primo.
Sulla scatola c'è scritto «6.000 cicli». Nel certificato di garanzia, due anni. Nessuna delle due frasi è falsa, e nessuna delle due dice da sola quello che dicono insieme: a un ciclo al giorno, due anni sono 730 cicli, cioè un ottavo del numero grande. Il produttore risponde di quell'ottavo.
Questa guida serve a leggere insieme i numeri della durata, perché sono tre e vengono presentati come se fossero uno.
Un ciclo, e fino a dove
Un ciclo è una carica e una scarica complete. Se scarichi metà batteria due volte, hai fatto un ciclo: quello che si conta è l'energia che passa, non quante volte tocchi la presa.
Il numero di cicli da solo non vuol dire niente, perché una batteria non muore — cala. Un costruttore dichiara «tremila cicli» insieme a una soglia: la capacità residua a cui quei cicli sono misurati. Tremila cicli fino all'80% significa che dopo tremila cicli ti aspetti di avere ancora otto decimi della capacità di quando era nuova. Tremila fino al 70% è una promessa più debole travestita da numero uguale.
Al 23 settembre 2026, degli 88 prodotti tracciati su JouleSpecs 65 dichiarano un numero di cicli. Di queste, 40 dicono che sono misurati fino all'80% di capacità residua, 7 fino al 70%, una fino al 60% — e 15 non dicono la soglia. Su quelle quindici il numero non è confrontabile con nessun altro, ed è il motivo per cui la scheda registra soglia e cicli come due dati separati invece di stamparli in una riga sola.
Le condizioni di misura contano quanto la soglia. Il datasheet di una cella molto diffusa negli accumuli europei dichiara 6.000 cicli a ≥80% — ma di energia residua, non di capacità, a metà della corrente nominale e a 25 °C. Un produttore di batterie da camper, con celle della stessa famiglia, dichiara 2.500 cicli se le scarichi all'80% di profondità e 5.000 se ti fermi al 50%: gli stessi elementi, il doppio dei cicli, per un modo diverso di usarli.
La chimica sposta meno di quanto sembri
Il luogo comune dice che la durata la decide la chimica delle celle. Uno studio dei Sandia National Laboratories ha ciclato celle commerciali di tre chimiche cambiando temperatura, profondità di scarica e corrente: le celle LFP hanno retto da 2.500 a 9.000 cicli equivalenti, le NCA da 250 a 1.500, le NMC da 200 a 2.500. L'LFP vince, e di molto. Ma la forchetta dentro l'LFP — da 2.500 a 9.000, un fattore quasi quattro — è più larga della distanza fra due chimiche diverse. Come la usi conta più di cosa c'è dentro.
Lo stesso studio aggiunge la nota che quasi nessuno riporta: confrontando l'energia complessivamente erogata invece dei cicli, le differenze fra le tre chimiche si assottigliano, perché una cella LFP ha meno capacità e una tensione più bassa. I cicli non sono kWh.
C'è anche una ragione pratica per cui la chimica oggi decide poco: non varia. Degli 88 prodotti tracciati, tutti e 79 quelli che dichiarano la chimica dichiarano LFP. Chi sceglie fra due prodotti a catalogo non sta scegliendo fra due chimiche: sta scegliendo fra due promesse commerciali.
I tre limiti, e quello che scatta per primo
La garanzia di un accumulo finisce sul primo dei tre limiti che si esaurisce:
| Il limite | Come si esaurisce | Chi lo dichiara, a catalogo |
|---|---|---|
| Cicli | li consumi usandola | 65 prodotti su 88 |
| Anni | passano anche se non la usi | 80 prodotti su 88 |
| Energia garantita | la consumi in kWh transitati, non in cicli | nessuno |
La terza riga è la più interessante. Nei contratti residenziali tedeschi il tetto in energia c'è quasi sempre: la Stromspeicher-Inspektion della HTW di Berlino ha letto le garanzie di venti produttori e ha trovato tetti di cicli da 3.500 a 10.000, capacità residue garantite fra il 60% e l'85%, e tetti di energia da 2,4 a 8,5 MWh per ogni kWh installato. Il loro esempio: un sistema da 10 kWh con un tetto di 26 MWh in dieci anni perde la garanzia se scarica più di 2.600 kWh l'anno.
Nel nostro catalogo quel dato non compare mai, perché il catalogo è fatto oggi soprattutto di portatili e di accumuli da balcone, che si vendono con un certificato di due pagine e non con un contratto. Non è una lacuna della ricerca: è quello che i produttori pubblicano.
Il conto che la scheda fa al posto tuo
Ogni scheda di JouleSpecs prende i limiti dichiarati, li converte tutti in cicli — gli anni di garanzia a un ciclo al giorno, l'energia garantita divisa per la capacità — e tiene il più piccolo. È il numero che chiamiamo cicli effettivi, e accanto scrive quale dei tre limiti ha vinto.
Il risultato, misurato il 23 settembre 2026: dei 59 prodotti che dichiarano sia i cicli sia gli anni, in tutti e 59 è la garanzia a scadere per prima. Non è successo nemmeno una volta che i cicli dichiarati fossero il limite più corto. Il numero grande sulla scatola, finora, non ha mai deciso niente.
Quanto è largo lo scarto dipende dalla famiglia di prodotto, e qui i numeri parlano da soli:
| Garanzia dichiarata | Cicli dichiarati | Cicli effettivi a un ciclo al giorno | |
|---|---|---|---|
| Power station portatili | da 2 a 6 anni (57 prodotti) | 2.000–6.000 | 730–2.190 |
| Accumuli da balcone | 10 anni (20 prodotti), 12 anni (uno) | 6.000–10.000 | 3.650–4.380 |
Stesse celle, stessa chimica, la stessa promessa tecnica. La differenza fra due anni e dieci non sta nelle batterie: sta in che tipo di prodotto il costruttore ha deciso di vendere. Una power station è un elettrodomestico, un accumulo da balcone è un impianto — e la garanzia segue la categoria commerciale, non la fisica.
È anche il motivo per cui le due famiglie si comportano in modo così diverso quando si calcola quanto costa ogni kWh che passa dentro la batteria: i cicli effettivi stanno al denominatore di quel conto, e dieci anni contro due lo cambiano di cinque volte.
Un ciclo al giorno è tanto o poco?
Il nostro conto usa un ciclo al giorno perché è il ritmo di un accumulo domestico accoppiato al fotovoltaico: si carica di giorno, si svuota la sera. La HTW, guardando impianti veri, conta 150–300 cicli equivalenti l'anno, cioè meno di uno al giorno. Se il tuo uso è quello, gli anni di garanzia pesano ancora di più e i cicli ancora di meno.
Se invece la usi poco — un weekend al mese in camper, un blackout ogni due inverni — i cicli non li finirai mai, e l'unica cosa che si consuma davvero è il calendario. Anche ferma una batteria invecchia. Per sapere quante volte al giorno la svuoterai davvero serve partire dagli apparecchi che ci attacchi: quante ore regge il frigorifero.
Come si legge una promessa di durata
- Cerca la soglia accanto ai cicli. Se non c'è, il numero non è confrontabile: trattalo come se non fosse stato dichiarato.
- Converti gli anni in cicli al ritmo con cui la userai tu, e confrontali con i cicli dichiarati. Il più piccolo dei due è quello che conta.
- Cerca il tetto in energia nel certificato, non nella scheda commerciale. Se c'è, dividi per la capacità: spesso è lui il limite vero.
- Guarda la capacità residua garantita, non solo gli anni. Una garanzia di dieci anni al 60% e una di dieci anni all'80% sono due prodotti diversi.
E una cosa che non si legge in nessun documento: dal 18 febbraio 2027 il regolamento europeo sulle batterie impone il passaporto digitale alle batterie industriali sopra i 2 kWh, e fra le informazioni pubbliche ci sono la durata attesa in cicli e la prova di riferimento usata per misurarla. È esattamente il dato che oggi manca, e fra meno di un anno e mezzo smetterà di essere facoltativo.
Fonti
- Y. Preger et al., Degradation of Commercial Lithium-Ion Cells as a Function of Chemistry and Cycling Conditions, Journal of the Electrochemical Society 167 (2020) 120532, Sandia National Laboratories — Fonte 1
- HTW Berlin / aquu, Stromspeicher-Inspektion 2026 — Fonte 2
- EVE Power, LF280K Product Specification, versione B — 6.000 cicli a ≥80% di energia residua, 0,5P, 25 °C — Fonte 3
- Victron Energy, 12,8 & 25,6 Volt Lithium-Iron-Phosphate Batteries Smart, datasheet — 2.500 cicli all'80% di profondità di scarica, 5.000 al 50% — Fonte 4
- Regolamento (UE) 2023/1542 relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, art. 77 e allegato XIII (passaporto digitale) — Fonte 5
- I conteggi del catalogo sono nostri, misurati il 23 settembre 2026 sugli 88 prodotti tracciati: ogni valore dichiarato in scheda porta il link al documento del produttore da cui viene.
Tre esempi dal catalogo
Perché è qui Cicli dichiarati: 6000 cicli · fonte del produttore
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Perché è qui Capacità residua a fine cicli: 70 % · fonte del produttore
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